Un temino. Mia nonna era ragioniera, guadagnava più di mio nonno, per nessuno dei due questo era un problema. Il fatto è che aver studiato e lavorare fuori casa avevano reso mia nonna piuttosto sicura di sè. Lei è quella che le ha suonate a mio nonno che rientrava a casa dopo aver incontrato un'altra. L'ha aspettato dietro la porta e come ha messo piede in casa l'ha gonfiato per bene, lui è stato lì a prenderle. Non è stata l'unica volta. Se conosco i miei polli, hanno iniziato a riderci poco dopo. Ora non lo picchia più. Lei è quella che un giorno che c'era la retata fascista è corsa ad avvisare e ha fatto nascondere il marito e altri vicini, poi ha preso una bomba a mano (ogni buon partigiano non guerrafondaio ne ha almeno una in casa), l'ha nascosta nel lettino della carrozzina, c'ha schiaffato sopra mio babbo ed è andata a passeggio sotto gli occhi dei fascisti fino fuori le mura della città. Immagino la gonna svolazzante su un paio di gambe bellissime e lunghissime, un seno notevole sotto la camicetta, il sorriso pefetto e lo sguardo intrigante Mia nonna è sempre stata poco materna, o meglio, forse solo un po' brusca. Da piccola non volevo mai stare da lei, cavolo diceva che ero sempre sporca e così mi strofinava il viso con un sapononaccio e le manone troppo ruvide facendomi bruciare gli occhi e bagnare fino ai piedi. Mia mamma mi metteva una ciambellina intorno alla testa per lavarmi i capelli e non mandarmi lo shampoo sugli occhi. L'altra mia nonna all'inizio faceva la maestra in una scuolina di campagna e viveva lì accanto. Prima delle lezioni, in inverno, andava a prendere la legna per la stufa di classe e portava l'acqua con un secchio. Quando era stata lei l'alunna si faceva quasi 10 Km all'andata e 10 al ritorno per andare a suola quando in inverno non passava la corriera. Era figlia di maestri e nipote di maestri, ha sposato un maestro e sua figlia è maestra. Il marito era nato il giorno dei morti ed è morto il giorno di natale lasciandola vedova molto presto. Si sentiva bene ricordando che lui le aveva detto di non averla mai tradita e di averla amata tanto. Ha vissuto a lungo con noi. Mi dava dei soldi se andavo alla messa, poi ha smesso di votare dc e ha ceduto ad un moderato comunismo; lei alla messa c'è andata fino all'ultimo. Ha lasciato una pentola in casa con l'impasto per le castagnole di carnevale che le riuscivano sempre bene. Due giorni dopo mia mamma le ha cucinate e ne ha mangiata almeno una, credo. Erano dei sassi chiaramente, andrebbero fritte subito. Non facciamo più castagnole, anzi non ci piacciono proprio e non riesco a ricordare che ci siano mai piaciute. La zia Lisa (cugina della nonna partigiana) è morta da poco, era pazza. Ho una foto con lei ad una festa di carnevale del circolo, lei ci teneva a queste cose. Aveva vissuto a Roma e aveva fatto la stilista, molte nobildonne erano sue clienti. Era dovuta tornare in provincia quando le erano arrivate all'orecchio le prime voci. Lei sentiva le voci e grazie a loro conosceva in anticipo ogni complotto volto a minacciare la sua persona. Gli ultimi anni ha vissuto dalle suore. Una volta ha chiamato i carabinieri, che venissero a controllare che quelle vipere delle suore le mettevano il veleno nella minestra. Era una donna davvero bella ed elegante ma chiaramente era rimasta zitella. Nella tomba ha voluto una sua foto da giovane e fra le mani ha tenuto una lettera del suo primo spasimante.
Ieri sera a 8emezzo il linciaggio di Dalema giocato sui toni delle battute acide (non mi spieghi ora la Costituzione che non abbiamo tempo) e delle offese personali (lei si loda da solo) ha dimostrato due cose: il suo vero punto debole è sempre l'ego ma come intelligenza politica Dalema è sempre un passo avanti. Che delusione Luca Sofri, per la prima volta l'ho visto come la spalla della pancia e molto umanamente non è riuscito a trattenere la bava alla bocca davanti ad un pezzo di carne tanto succulenta. Ma la luna piena è passata e i canini stanno già tornando normali, non ne dubito.