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Spero di aggiungere presto una sezione dedicata a "i miei preferiti" (abbonderà di autori russi)
Memoria: libri che ho letto nel 2002
Quelli lasciati a metà (solo per colpa mia)
Da ora (30/11/2002) pubblicherò, per ogni libro letto, degli estratti da me scelti:
# L'inventore di sogni - I. McEwan, Einaudi 1994 (13/1/2003)
# Vai a te stesso - M. Ovadia, Einaudi 2002 (11/1/2003)
# Gli spiccioli di Montale - N. Orengo, Einaudi 2001 (8/1/2003)
# Uomini e topi - J. Steinbeck, Bompiani 1994 (7/1/2003)
# Bambini nel tempo - I. McEwan, La biblioteca di Repubblica 2002
(5/1/2003)
# Ballata - J. Cheever, Fandango 2000 (2/1/2003)
_2002__________________2002_________________2002_______________2002_
# Il più grande uomo scimmia del Pleistocene - R. Lewis, Adelphi 2002
(30/12/2002)
# Lo scrittore fantasma - P. Roth, Einaudi 2002 (27/12/2002)
# Vivere per raccontarla - G. G. Marquez, Mondadori 2002 (26/12/2002)
# Di tutte le cose visibili e invisibili - L.
Etxebarria, Guanda 2002 (20/12/2002)
# Racconto di natale - A. Sofri e S. Staino, Einaudi
2002 (17/12/2002)
# A cavallo tra due millenni - F. Savater, Laterza 2001 (4/12/2002)
# Austerlitz - W.G.Sebald, Adelphi
2001 (30/11/2002)
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“A volte nei loro accordi, mi sembrava di udire un canto di chiesa gallese, da tempo dimenticato, e poi ancora, pianissimo e tuttavia tale da far girare la testa, il roteare di un valzer, il motivo di un Landler, la melodia strascicata di una marcia funebre durante la quale coloro che accompagnano il defunto all'estrema dimora tengono, a ogni passo, il piede un po' sollevato in aria prima di posarlo a terra. Ciò che accadeva dentro di me, mentre tendevo l'orecchio a quella serenata affatto esotica, che i saltimbanchi evocavano per così dire dal nulla con i loro strumenti un poco scordati, continuo a non capirlo, disse Austerlitz, così come non avrei saputo dire allora se il petto mi si serrasse dal dolore o se, per la prima volta in vita mia, si allargasse dalla gioia. Per quale ragione certi timbri, certe ombreggiature nella tonalità o certe sincopi possano commuovere a tal punto, un essere fondamentalmente privo di orecchio come me non lo capirà mai, disse Austerlitz, ma oggi, guardandomi indietro, ho l'impressione che il mistero, dal quale fui sfiorato allora, abbia trovato una risposta nell'immagine dell'oca dal piumaggio candido, che era rimasta ferma e immobile per tutto il tempo in cui i musicanti suonarono. Con il collo un po' proteso e le palpebre abbassate, essa ascoltava tutta concentrata nello spazio avvolto dal tendone punteggiato di stelle, finché gli ultimi suoni non furono svaniti, quasi conoscesse il proprio destino e anche quello dei suoi compagni.” "Ma ciò che in particolare non ho mai dimenticato è quanto mi raccontò allora Alphonso sulla vita e la morte delle tignole, nei confronti delle quali io nutro ancor oggi il massimo rispetto fra tutte le creature. Nei mesi più caldi non è raro che uno o l'altro di questi insetti notturni si smarrisca e mi capiti in casa per sbaglio, provenendo dal giardinetto sul retro. Se l'indomani mi alzo di buon'ora, li vedo posati, immobili, in un qualche punto della parete. Sanno, credo, disse Austerlitz, di essersi smarriti perché, se non vengono fatti di nuovo uscire usando tutta la delicatezza possibile, rimangono lì fermi finché non esalano l'ultimo respiro, anzi, con i minuscoli artigli irrigiditi nello spasmo dell'agonia, restano aggrappati al luogo della loro sventura oltre la fine della vita, sino a quando un soffio di vento non li stacca e li disperde in un angolo polveroso. Talvolta, alla vista di una tignola morta così nel mio appartamento, mi domando che genere di angoscia e dolore esse provino quando capiscono di essersi smarrite."
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| Di
tutte le cose visibili e invisibili
"A volte Ruth diceva di odiare tanto il Natale perché sua madre era morta in prossimità della vigilia, sì, ma in realtà non poteva essere quella la ragione della sua tristezza natalizia, dal momento che non riusciva a ricordare quella precisa vigilia di Natale, quando era solo una bambina. No, non era il ricordo della scomparsa della madre a deprimerla, ma era più facile spiegare le cose in questo modo, perché la maggior parte della gente intende facilmente la morte come un evento grave e non capisce invece che esistono piccole tragedie quotidiane molto più dure di una Grande Tragedia puntuale. I piccoli drammi abituali, se protratti, finiscono per diventare qualcosa di molto più difficile da sopportare di un Grande Episodio Drammatico e, per assurdo, le insidie irrisorie di ogni giorno non assumono agli occhi degli altri alcuna sfumatura epica o drammatica. Cose che non sembrano gravi finiscono per diventarlo, così come la goccia anonima e costante, quasi inconsistente, formerà con il passare del tempo un'imponente stalattite." "A volte, addirittura, credeva Ruth, un'eccessiva, mal interpretata vocazione verso i libri impoveriva un altro genere di cultura vitale, diretta. Se uno si fissava solo sulla lettura e per essa rinunciava alla vita, commetteva un'eresia contro l'essenza stessa della lettura: non leggeva più per comprendere la vita, ma rinunciava alla vita stessa per amore dei libri e alla fine la sua biblioteca diventava un vasto cimitero del pensiero e del cuore. Perché un libro, per Ruth, doveva essere per sua stessa essenza cosa viva, una rivelazione dopo la quale chi lo aveva letto non poteva più essere lo stesso di prima. Se le cose non stavano così, a cosa serviva una mera conoscenza enciclopedica? In fin dei conti, c'erano corpi molto più istruttivi di cento libri messi insieme, corpi che racchiudevano un libro essi stessi, e questa era una cosa che né Juan né Idalecio riuscivano a comprendere."
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| Vivere
per raccontarla
"Alvaro Cepeda e io passavamo ore ad ascoltarlo, soprattutto per via del suo principio basilare secondo cui le differenze di fondo fra la vita e la letteratura erano semplici errori di forma." "Per meglio dire, gli anni volavano e io non avevo la minima idea di cos'avrei fatto della mia vita, perché doveva passare ancora molto tempo prima che mi rendessi conto che persino quello stato di sconfitta era propizio, dal momento che non c'è nulla di questo mondo né dell'altro che non sia utile ad uno scrittore." "Un mattino svegliandosi dopo un sonno inquieto, Gregor Samsa si ritrovò nel suo letto trasformato in un mostruoso insetto. Erano libri misteriosi i cui percorsi erano non solo diversi ma anche spesso contrari rispetto a tutto quanto conoscevo allora. Non era necessario dimostrare i fatti: bastava che l'autore l'avesse scritto perché fosse vero, senza ulteriori prove che non fossero il potere del suo talento e l'autorità della sua voce. Era di nuovo Sheherazade, ma non nel suo mondo millenario in cui tutto era possibile, bensì in un altro mondo irreparabile in cui tutto si era ormai perduto." “Il mio limite era che non riuscivo a scrivere con la musica perché facevo più attenzione a quanto ascoltavo che a quanto scrivevo, e ancora oggi assisto a pochissimi concerti, perché sento che seduti in poltrona si stabilisce una sorta di intimità un po' impudica con vicini estranei. Tuttavia, col tempo e con le possibilità di disporre di buona musica in casa, ho imparato a scrivere con un sottofondo musicale in armonia con quello che scrivo. I Notturni di Chopin per gli episodi quieti o i sestetti di Brahms per i pomeriggi felici. Invece, ho smesso di ascoltare Mozart per anni, da quando mi venne l'idea perversa che Mozart non esiste, perché quando è bravo è Beethoven e quando non lo è allora è Haydin."
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| Lo
scrittore fantasma
"- Spero che con le nostre ingenue riflessioni l'abbiamo divertita almeno un po'. - Sono io che avrei dovuto divertire voi. Chiedo scusa per avervi annoiato. - No, no, -disse Boyce,- in un uomo di grande levatura la passività ha un fascino e un mistero tutto suo. - Sì? -disse Lonoff- Devo dirlo a mia moglie." "Se mi sveglio alle due di notte e mi viene in mente un'idea, accendo la luce e scrivo in camera da letto. Lavoro, sono sempre reperibile. Sono come un dottore di un reparto di medicina d'urgenza. E sono anche il caso urgente."
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| Il
più grande uomo scimmia del Pleistocene
"Voglio dire, che cos'hanno che non va, le ragazze di casa nostra? "Niente", rispose papà. "Ma potrebbe finir male, a furia di accoppiarsi tra consanguinei. Dobbiamo rimescolare un po' i geni. Non è questa, però, la ragione principale. La ragione principale è che sono troppo facili, troppo accessibili, non presentano problemi, e così offrono uno sfogo troppo disinibito alla libido indisciplinata. No! Se vogliamo un qualsiasi sviluppo culturale, dobbiamo mettere sotto pressione le emozioni dell'individuo. In breve, un giovane maschio dovrà allontanarsi per trovare la sua compagna, corteggiarla, catturarla, lottare per lei. Selezione naturale."
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| Ballata
Le mie costanti sono l'amore per la luce e la decisione di tracciare una catena morale dell'essere... in un mondo che si stende intorno a noi come uno stupefacente e stupendo sogno.
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| Bambini
nel tempo
"Da bambino una volta si era fermato, con suo padre, su un ponte più grande e aveva aspettato il passaggio del treno. Fissando due linee sempre più strette, Stephen aveva domandato perché, allontanandosi, tendessero a incontrarsi. [...] Suo padre distolse lo sguardo dall'orizzonte per spiegargli che i treni spostandosi diventavano sempre più piccoli e che per questo anche le rotaie facevano lo stesso. Altrimenti ci sarebbero stati dei deragliamenti. Poco dopo, un espresso scosse il ponte sfrecciando sotto di loro. Stephen, intanto, fantasticava sui complicati rapporti tra le cose, sulla saggezza del mondo inanimato, la sagace simmetria che portava le rotaie a diminuire in misura precisamente proporzionale al rimpicciolire del treno: per quanto veloce corresse, quelle non si lasciavano mai cogliere di sorpresa."
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| Uomini
e topi
"... e vivremo del grasso della terra".
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| Gli
spiccioli di Montale
"Un presente che sfumava nel passato e che dal passato, mi pareva di capire, sul foglio sarebbe stato inghiottito. C'era una incapacità a fermarmi sul lato doloroso della rappresentazione. La chiave stava già in un atteggiamento di nostalgia, non a caso avevo deciso di scegliere la tecnica dell'acquarello, un lampo di colore, il battito di una luce, la trasparenza di un sentimento. Allora mi dissi che avrei balbettato quell'acquarello così, come un sospiro d'amore, una macchia della memoria, un'ombra dietro al cuore." "L'emozione tradisce, bisogna tenerla a freno con la tecnica. C'è un momento in cui il "poetico" va messo da parte per capire quali siano gli strumenti capaci di esaltarlo, e come vadano adoperati. Renoir usa del viola dove meno te l'aspetti e fa così Cézanne con l'arancione. Ma questa è già poesia." "perché gli ulivi!, lentissimi a crescere, tardissimi a dare, solo i popoli ricchi li han coltivati; solo le generazioni a cui altre generazioni han tramandata una ricchezza sicura; solo le razze sicure della sopravvivenza loro, piene della sopravvivenza loro, piene e sicure della perpetuità della loro vita."
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| Vai
a te stesso
"Uno degli errori più gravidi di conseguenze nefaste nella storia dell'umanità è che vaste categorie di esseri umani senzienti, dotati di possibilità di scelta, abbiano abbandonato i grandi pensieri etici - Cristianesimo, Islam, Ebraismo, ma anche altri pensieri sublimi - a professionisti della spiritualità. Caste che hanno trasformato questi pensieri in strumenti di dominio, di pregiudizio, in processi di pietrificazione e di necrosi di quegli stessi pensieri." "Il rabbino David Rosen, nel corso di
un incontro per me rimasto memorabile, mi ha dato una straordinaria
definizione di idolatria: idolatria è scambiare il mezzo per il fine.
Quando questo accade noi cessiamo di vedere e sentire le sofferenze dei
nostri simili." “Il generale Sharon dal canto suo ha da sempre un' idea chiara: risolvere la questione palestinese sconfiggendo militarmente il terrorismo e l'intifada ed eliminando dal gioco il presidente dell' Anp Yasser Arafat, a suo parere principale responsabile di ogni violenza. Solo una volta ottenuto questo risultato egli ritiene che si potranno aprire trattative di pace con una nuova dirigenza palestinese che sia accettabile per gli attuali governanti di Israele. L'opzione di Ariel Sharon, sostenuta caldamente dagli esponenti della destra israeliana, pone una serie di drammatici interrogativi. 1.Si può sconfiggere il terrorismo con la forza delle armi? Come? Se il
terrorismo dei kamikaze non teme la morte difficilmente si lascerà
spaventare dalla violenza che anzi è il suo terreno mistico di coltura e
cultura. Con tutta probabilità dopo una battuta d'arresto esso troverà
modo di risorgere con forme imprevedibili e più virulente. 2. E giusto o raccomandabile sottoporre la popolazione civile
palestinese frustrata, umiliata, vessata e stremata da oltre trentacinque
anni di occupazione a una dura condizione di prigionia esasperata dal
coprifuoco e da mille restrizioni e, violazioni della propria libertà e
dignità? 3. E’ accettabile sul piano del diritto internazionale delegittimare
il presidente dell' Anp democraticamente eletto dal popolo palestinese e
riconosciuto come interlocutore da tutta la comunità mondiale? 4. Mettere in crisi i rapporti di pace acquisiti con due importanti
Paesi arabi dell' area moderata e riattivare violenti sentimenti
antisionisti nell' opinione pubblica degli altri Paesi islamici avrebbe
effetti positivi sulla necessità di sicurezza di Israele?
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| L'inventore
di sogni
"Quanto a stare per conto suo, be', neanche quello ai grandi andava giù. A mala pena sopportano che lo faccia uno di loro. Se ti unisci ala compagnia, la gente sa cosa ti passa per la mente. Perché è la stessa cosa che sta passando per la mente degli altri. Se non vuoi fare il guastafeste, devi unirti alla compagnia. Ma Peter non la pensava così. Non aveva niente in contrario a stare con gli altri quando era il caso. Ma la gente esagera. Anzi, secondo lui, se si fosse sprecato un po' meno tempo a stare insieme e a convincere gli altri a fare lo stesso, e se ne fosse dedicato un po' più a stare da soli e a pensare a chi siamo e chi potremmo essere, allora il mondo sarebbe stato un posto migliore, magari anche senza le guerre."
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